La cura che non va in vacanza: anche in estate attivi i servizi di Medicina Solidale

La cura che non va in vacanza: anche in estate attivi i servizi di Medicina Solidale

Di Lorena Crisafulli – su L’Osservatorio Romano 28 agosto 2021

Sono affetti da patologie gravi, spesso invalidanti, vivono per strada impossibilitati ad acquistare farmaci specifici e a sottoporsi alle cure necessarie, sono gli indigenti che popolano le strade di Roma, a loro si rivolge l’azione di sostegno dell’Istituto di Medicina Solidale. “I poveri non vanno in vacanza. Per tutto il periodo estivo abbiamo cercato di garantire assistenza alle tante persone che si rivolgono a noi, non si è verificato nessun calo delle presenze, anzi, il numero delle presenze si è triplicato a causa della diffusione del covid-19”, così Lucia Ercoli, fondatrice dell’Istituto di Medicina Solidale, ci spiega che uno dei dati più significativi dell’ultimo anno di pandemia sia stao l’aumento del numero di clochard e di persone in gravi difficoltà economiche. “L’ambulatorio presente al colonnato di San Pietro non si è mai fermato, anche grazie al supporto dei tanti medici volontari che lavorano con me. Gli esami di laboratorio vengono effettuati al mattino e il sabato diamo la possibilità alle donne di sottoporsi al Pap test per la prevenzione del tumore della cervice uterina. Durante i mesi dell’emergenza siamo partiti dai pazienti più gravi per poi dedicarci agli altri, persone disagiate fuori dai circuiti del sistema nazionale sanitario, che si recano al pronto soccorso per farsi visitare e avere un aiuto immediato. L’85% di questi casi dovrebbe essere risolto a livello territoriale, ma ciò non accade. La questione di fondo è strutturale, non basta curare gli effetti quando di base il problema è costituito da fame e povertà” ci spiega la fondatrice di Medicina Solidale.

Fortunatamente, soccorrono gli aiuti economici, che continuano ad arrivare, nonostante tutto. “L’ultima donazione di Siloe rende possibile l’acquisto dei reagenti per effettuare le analisi del sangue e rappresenta un importante elemento che estende la nostra capacità diagnostica”, spiega Ercoli facendo riferimento alla recente donazione in denaro da parte dell’Associazione, Siloe appunto, attiva da dodici anni nella raccolta fondi a favore dei poveri e dei loro familiari.

Medicina Solidale non si occupa solo della fase diagnostica, ma anche di fornire le cure e i farmaci necessari a chi ne ha bisogno, opera resa possibile grazie al contributo dell’Elemosineria Apostolica e alla collaborazione di Assogenerici e Banco Farmaceutico, con cui la onlus tre anni fa ha siglato un protocollo che promuove la cosiddetta “farmacia di strada”, un servizio per distribuire medicinali agli indigenti durante l’intero periodo della malattia. Se in zona San Pietro sono soprattutto persone adulte a richiedere assistenza, in periferia il volto cambia e diventa, se possibile, più drammatico. “Lavoriamo con diverse comunità di immigrati e intercettiamo perlopiù donne e bambini provenienti dall’Est Europa, dall’Africa, dal Sud Est Asia – prosegue Ercoli -. Abbiamo effettuato 1900 tamponi tra sierologici, antigenici e molecolari, anche con il supporto dell’Elemosineria Apostolica, e la cosa più sorprendente è stata rilevare che nel totale venivano rappresentate ben 95 nazioni. Possiamo comprendere allora la trasversalità del problema”. “C’è sempre un grande sforzo da parte dei volontari e della Chiesa – afferma ancora Ercoli -. Ma non si può parlare di democrazia quando si è di fronte alla palese negazione di un diritto fondamentale come quello alla salute, che dovrebbe essere accessibile a tutti senza alcuna forma di discriminazione”.

 

 

 

 

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