Collaborazione tra Polizia di Stato, Medicina Solidale e scuole del territorio

Collaborazione tra Polizia di Stato, Medicina Solidale e scuole del territorio

“ Signore, lasciami essere metà dell’uomo che il mio cane pensa io sia.”
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Il 28 gennaio, la Medicina Solidale assieme ad ottanta bambini della II elementare, dell’istituto Don Bosco di Cincecittà, sono stati ospiti del Centro Addestramento Cani della Polizia di Stato, a Nettuno.

La giornata si è articolata in vari momenti caratterizzati da attività specifiche: formative, divulgative e ricreative.

Appena arrivati a Nettuno siamo stati accolti in un’aula dove si è svolta una lezione finalizzata a sensibilizzare i bambini in tema di sicurezza informatica. I docenti della Polizia di Stato, con grande abilità comunicativa, hanno aiutato i bambini a comprendere la necessità di porre sempre attenzione ai messaggi provenienti dal mondo virtuale facendo costante riferimento a genitori e insegnanti.

 

Subito dopo presso il cortile esterno, abbiamo avuto l’immenso piacere di assistere ad una spettacolare esibizione dei cani addestrati dalla Polizia.

Le Unità cinofile sono sedi, infatti, di specifici addestramenti rivolti sia al cane che al suo padrone, detto “conduttore”.

Dopo un attento e laborioso lavoro che si protrae per una durata di circa 2 anni, si forma una “squadra” tra l’uomo e il cane, caratterizzata da legami di profonda intesa e solidarietà.

Quattro sono i settori di impiego dei “cani poliziotto”: ordine pubblico e vigilanza; attività antidroga; attività anti-esplosioni; ricerca e soccorso in superficie; ricerca e soccorso sottomacerie.

L’esibizione è stata per tutti noi emozionante e i bambini non sono riusciti a trattenere il loro entusiasmo nei confronti dei loro nuovi amici a quattro zampe.

 

Gli animali di compagnia rivestono in effetti un importante ruolo affettivo e terapeutico nel mondo del bambino; su questo si fonda la”pet-therapy”, ovvero l’utilizzo terapeutico degli animali da compagnia per i bambini con difficoltà psicologiche di diverso grado di gravità come per esempio l’autismo, l’ansia, l’ iperattivismo.

 

Fu lo psichiatra infantile Boris Levinson a definire come “PetTherapy” l’uso degli animali da compagnia nella cura di malattie psichiatriche infantili. Egli aveva notato che alcuni dei suoi pazienti, bambini con serie difficoltà di relazione e di comunicazione, stabilissero con il cane un rapporto comunicativo profondo. I piccoli pazienti si abituavano a parlare con l’animale superando i blocchi emotivi, anche nei quadri di patologia più severi.

 

La chiave dell’efficacia terapeutica della pet therapy sarebbe dovuta dall’empatia che l’animale riesce a stabilire con il piccolo paziente di cui sa istintivamente percepire gli stati emotivi negativi e a cui risponde con il contatto fisico, con il gioco, con le coccole, con il calore e la vicinanza.

 

Alcune strutture ospedaliere in Italia (Firenze, Milano, Trieste) e in Europa (Francia) concedono ai pazienti pediatrici l’ospitalità degli amici a quattro zampe e prendendo spunto proprio da quanto vissuto nella giornata odierna, mi adopererò per dare il mio contributo affinchè questo diventi realtà anche presso il Policlinico dell’Università di Tor Vergata.

 

Vorrei rivolgere un particolare ringraziamento alla Polizia di Stato per questa giornata che ha regalato a noi tutti ma in particolare ai bambini, momenti di grande intensità partecipativa e bellissime emozioni, attraverso le quali abbiamo tutti maggiormente compreso lo spirito di servizio e di abnegazione che caratterizza il profilo del suo intervento nel nostro paese.

Bravissimi tutti davvero!

 

Simona D’ Ettorre

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