Bimbi violentemente uccisi, ancora in Italia.

Bimbi violentemente uccisi, ancora in Italia.

Modica ieri. Un bambino di pochi mesi è arrivato in Ospedale ma tardi.
Il copro coperto di lividi inferti da un adulto, forse un convivente, uno che aveva rapporti quotidiani con lui, uno che ne ha tradito la fiducia e lo ha percosso a morte.
Il bambino non aveva nessuna possibilità di difesa, chi doveva tutelarlo non lo ha fatto.
La notizia scivola sul giornale nelle pagine di cronaca nera, e non succede nulla ancora una volta.
Non cambia nulla, nulla che possa fermare la mattanza degli innocenti.
Eppure quel sangue grida verso il cielo denunciando tutta l’empietà e l’ingiustizia della così detta società civile.
In quel grido pesa un avvertimento: mentre a Roma si discute, Sagunto cade. Tito Livio così descriveva nelle sue storie che mentre Roma tergiversava, dopo mesi di combattimenti Sagunto si arrese e Annibale
la rase al suolo.
Un paese che permette ancora l’uccisione degli innocenti è un paese profondamente malato, incapace di affrontare il nemico che divora il suo futuro.
Una società che non si solleva davanti a queste atrocità, riducendone la portata a “fatti episodici” è una società in serio pericolo.
Una società che va aiutata a riflettere.
Per questo Fonte di Ismaele ha chiesto a esperti, nel campo della tutela delle persone di età minore, quali vie sono possibili oggi per proteggere l’infanzia.
Le troverete sul nostro sito e sui social.
Vi invitiamo a farci pervenire i vostri suggerimenti e vi chiediamo di aderire al nostro impegno.
Per tutti i bambini “E’ tempo di diritti In Italia. Alziamo la voce”

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